Blocco31

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L’origine della Francesina, una delle scarpe più conosciute al giorno d’oggi, ha inizio nel 17° secolo. La Francesina nasce come scarpa maschile con un tacco giusto accennato per soddisfare i desideri di re Luigi XIV, da cui prende l’appellativo di modello “Richelieu”. In seguito, verso l’inizio del 1800 un’altra versione viene ritrovata in Scozia, dove la Regina Vittoria e il consorte, Principe Alberto, vanno in villeggiatura. I reali richiesero una calzatura comoda e resistente da indossare sia all’interno che nelle lunghe camminate per le verdi campagne scozzesi. La Balmoral, così chiamata dall’omonima località, differisce dalla Richelieu per l’assenza di tacco che rende questa versione estremante confortevole.

La lunga eredità della Francesina l’accompagna fino all’inizio del 900, quando non più riservata ai soli uomini, è adattata al grazioso piede femminile, conferendo uno stile alla garçon, come dimostra Coco Chanel negli anni ’20.

La Francesina da donna attraversa, poi, gli anni ’60 caratterizzata da un tacco basso e dando un tocco femminile ma forte e deciso. Quest’icona di stile è seguita ed imitata fino ai nostri giorni, in cui si presenta in tutte le sue tipologie e sfaccettature, spesso abbellita dalla coda di rondine o da decori perforati. Seppur la scarpa con il tacco sia di gran moda oggigiorno, perché più sensuale e raffinata, anche la versione bassa ha le sue seguaci, che ricercano in essa un glamour dall’aria impertinente e frizzante.